Stessi metri quadrati, stesso robot tagliaerba? Non sempre

ROBOT MAMMOTION LUBA 3 AWD IN  UN GIARDINO MEDITERRANEO

Quando si sceglie un robot tagliaerba, la prima domanda è quasi sempre la stessa:

Quanti metri quadrati misura il giardino?

È una domanda necessaria, ma da sola non basta. Due giardini della stessa superficie possono richiedere robot differenti oppure configurazioni completamente diverse.

Un prato di 1.500 m² aperto, pianeggiante e regolare non presenta le stesse difficoltà di un giardino della stessa metratura diviso in più zone, con pendenze, alberi, passaggi stretti e numerosi ostacoli.

La superficie indica quanto terreno deve essere tagliato. Non descrive, però, come il robot dovrà muoversi e lavorare all’interno di quello spazio.

La superficie è il primo dato, non la risposta definitiva

La capacità dichiarata di un robot consente di individuare una prima fascia di prodotto. Se il giardino misura 1.000, 3.000 o 5.000 m², occorre naturalmente scegliere una macchina con una capacità adeguata.

Questo dato deve però essere interpretato.

La stessa superficie può essere:

  • concentrata in un’unica area;
  • suddivisa tra giardino anteriore e posteriore;
  • interrotta da vialetti e pavimentazioni;
  • distribuita su più livelli;
  • occupata in parte da alberi, aiuole, piscine o altri ostacoli;
  • collegata attraverso passaggi stretti.

In un prato aperto il robot può seguire percorsi regolari e lavorare con continuità. In un giardino articolato deve compiere più manovre, rallentare in prossimità degli ostacoli e spostarsi tra aree differenti.

Per questo motivo, valutare soltanto la metratura può portare a scegliere un robot teoricamente sufficiente, ma poco adatto al lavoro reale.

La forma del giardino cambia il lavoro del robot

Un giardino rettangolare e completamente libero è relativamente semplice da organizzare. Il robot può creare percorsi ordinati, ridurre le manovre e utilizzare in maniera efficiente il tempo di lavoro.

La situazione cambia quando il prato presenta:

  • rientranze;
  • angoli;
  • corridoi laterali;
  • aiuole;
  • alberi;
  • giochi per bambini;
  • arredi da esterno;
  • passaggi tra edifici;
  • zone collegate da vialetti.

Ogni elemento modifica il percorso. Non significa necessariamente che il robot non possa gestire il giardino, ma occorre verificare che il sistema di navigazione, le dimensioni della macchina e la gestione delle zone siano compatibili con la struttura dello spazio.

Anche la larghezza del robot ha un peso. Una macchina più grande può offrire maggiore capacità di lavoro, ma non è automaticamente la soluzione migliore quando deve muoversi in aree piccole o attraversare passaggi particolarmente stretti.

Le pendenze non sono tutte uguali

Il dato della pendenza massima è importante, ma deve essere valutato nel punto in cui il robot dovrà realmente lavorare.

Una breve salita regolare al centro del prato è diversa da:

  • una pendenza vicino al bordo;
  • una discesa che termina contro un muro;
  • un tratto inclinato con erba bagnata;
  • una pendenza laterale;
  • un cambio improvviso di inclinazione;
  • un passaggio stretto situato in salita.

La capacità di superare una determinata pendenza non descrive quindi tutta la situazione. Contano anche aderenza, conformazione del terreno, posizione degli ostacoli e spazio disponibile per le manovre.

In alcuni giardini è sufficiente un robot con trazione tradizionale. In altri, la trazione integrale può diventare una caratteristica determinante.

Aree separate e passaggi di collegamento

Molte abitazioni non hanno un unico prato continuo. Possono esserci:

  • un giardino davanti alla casa;
  • un’area posteriore;
  • una fascia laterale;
  • una zona oltre il vialetto;
  • piccoli spazi verdi separati.

In questi casi bisogna capire se il robot può raggiungere autonomamente tutte le aree oppure se deve essere spostato manualmente.

La presenza di un collegamento non garantisce automaticamente il passaggio. È necessario considerare larghezza, fondo, pendenza, gradini, cancelli e ostacoli permanenti.

Prima dell’acquisto conviene quindi individuare tutte le zone da tagliare e stabilire come il robot dovrà spostarsi tra una zona e l’altra.

Anche la posizione della base conta

La stazione di ricarica non dovrebbe essere collocata semplicemente nel punto più comodo o più nascosto.

Il robot deve poter:

  • entrare e uscire correttamente;
  • raggiungere le diverse aree;
  • effettuare le manovre necessarie;
  • trovare condizioni compatibili con il proprio sistema di navigazione;
  • disporre di alimentazione elettrica;
  • mantenere una connessione adeguata, quando richiesta.

Una posizione poco adatta può rendere più difficile il rientro alla base o complicare l’organizzazione dell’intero giardino.

Per questo la base deve essere considerata durante la scelta del robot, non soltanto dopo l’acquisto.

Il robot più grande non è sempre quello più adatto

Scegliere un modello con capacità superiore può offrire una maggiore riserva di lavoro, ma non risolve automaticamente ogni difficoltà.

Un robot più grande può essere utile quando deve gestire superfici importanti, cicli di lavoro intensi o numerose aree. Può invece risultare meno pratico in un giardino piccolo, articolato e ricco di passaggi.

L’obiettivo non dovrebbe essere acquistare il robot con il numero più alto, ma trovare la macchina che combina correttamente:

  • capacità;
  • dimensioni;
  • trazione;
  • navigazione;
  • gestione delle zone;
  • autonomia;
  • caratteristiche del giardino.

Quali informazioni servono prima di scegliere

Per effettuare una prima valutazione sono generalmente sufficienti pochi elementi concreti:

  • superficie approssimativa del prato;
  • due o tre fotografie panoramiche;
  • presenza di pendenze;
  • numero di aree separate;
  • larghezza dei passaggi più stretti;
  • posizione ipotizzata della base;
  • presenza di alberi, muri, edifici o altri ostacoli importanti.

Quando il giardino è particolarmente articolato può essere utile anche una planimetria, una schermata satellitare oppure un breve video.

Non serve preparare un progetto tecnico completo. Servono informazioni che permettano di capire come il robot dovrà lavorare.

La scelta corretta parte dal giardino reale

La metratura rimane un’informazione fondamentale, ma non può essere utilizzata come unico criterio.

Prima di consigliare un modello bisogna osservare il giardino nel suo insieme e valutare superficie, forma, pendenze, collegamenti, ostacoli e posizione della base.

Non esiste il robot migliore in assoluto. Esiste il robot più adatto a quel determinato giardino.

RobotVerde parte proprio da questa analisi: comprendere lo spazio reale prima di proporre la macchina e la configurazione più coerenti.