Risposta breve: in Italia non esiste una legge nazionale che imponga a tutti i parchi fotovoltaici la stessa altezza dell’erba o un identico numero di sfalci. Gli obblighi concreti derivano dal titolo autorizzativo, dalle prescrizioni VIA o PAUR, dal piano O&M, dalle regole antincendio regionali o locali, dalla sicurezza sul lavoro e, negli impianti agrivoltaici, dalla continuità agricola o pastorale.
Aggiornato il 10 agosto 2026 — contenuto informativo Robot Verde, non sostitutivo del parere del responsabile O&M o dei professionisti incaricati.
Non c’è un’unica “altezza di legge”
La domanda più frequente è: a quanti centimetri deve essere mantenuta l’erba? La risposta corretta è che il valore non può essere stabilito senza leggere la documentazione del sito. Un impianto può avere prescrizioni specifiche sulla gestione della vegetazione, sui periodi di intervento, sulle specie presenti, sul divieto di diserbanti, sulle fasce tagliafuoco o sulla protezione della fauna.
Prima di definire il programma di un robot devono quindi essere verificati:
- autorizzazione e progetto approvato;
- eventuali provvedimenti VIA, PAUR o prescrizioni paesaggistiche;
- piano di esercizio e manutenzione;
- valutazione del rischio incendio e disposizioni locali;
- documento di valutazione dei rischi e procedure operative;
- piano agronomico, se l’impianto è agrivoltaico;
- contratti con proprietario, gestore O&M o appaltatore del verde.
Il riferimento tecnico IEC 62446‑2
La IEC 62446‑2:2020 descrive requisiti e raccomandazioni per la manutenzione preventiva, correttiva e prestazionale degli impianti fotovoltaici collegati alla rete. Comprende manutenzione dei componenti, sicurezza e prevenzione incendi, sicurezza dei lavoratori e attività rivolte a mantenere le prestazioni, tra cui pulizia dei moduli e cura della vegetazione.
È una norma tecnica, non una legge che stabilisce autonomamente sanzioni o frequenze di taglio. È però un riferimento autorevole per organizzare il piano O&M e dimostra che il controllo della vegetazione non è una pratica puramente estetica.
Sicurezza sul lavoro e attrezzature
Se il robot opera in un luogo di lavoro, il gestore deve inserirne l’uso nelle proprie procedure di sicurezza. Il D.Lgs. 81/2008 richiede che le attrezzature messe a disposizione siano conformi, idonee al lavoro, utilizzate secondo le istruzioni e sottoposte a manutenzione adeguata.
Per un robot tagliaerba occorre verificare almeno:
- dichiarazione UE di conformità e manuale del modello;
- uso previsto e condizioni di garanzia;
- arresto delle lame in caso di sollevamento o anomalia;
- gestione di accessi, operatori e animali;
- zone di esclusione e vie di emergenza;
- procedure di fermo durante manutenzione elettrica o meccanica;
- protezione della stazione di ricarica e del collegamento elettrico;
- registro di controlli, pulizia, lame e incidenti.
Il riferimento armonizzato europeo per la sicurezza dei robot tagliaerba a batteria comprende la serie EN 50636‑2‑107. La sola marcatura CE, comunque, non sostituisce la valutazione dell’idoneità per quel particolare campo.
Vegetazione e prevenzione incendi
La vegetazione secca può contribuire al carico combustibile del sito. Le misure da adottare dipendono dal rischio locale, dalla stagione, dalla Regione e dalle prescrizioni dell’impianto. È scorretto promettere che un robot “mette a norma l’antincendio”: può contribuire a mantenere alcune superfici, ma non sostituisce fasce tagliafuoco, piani di emergenza, accessibilità dei soccorsi o altre misure previste.
Il programma di taglio va inoltre coordinato con i periodi in cui la vegetazione può diventare troppo secca o in cui il lavoro del robot potrebbe produrre contatti indesiderati con pietre e materiali.
Il caso particolare dell’agrivoltaico
Le Linee guida MASE definiscono l’impianto agrivoltaico come un sistema volto a preservare la continuità delle attività agricole e pastorali. Le Regole operative prevedono verifiche della continuità durante l’esercizio.
Questo significa che “tenere sempre tutto basso” può essere incompatibile con colture, pascolo, fioritura, biodiversità o indirizzo produttivo. Il robot deve essere programmato come parte del piano agronomico, non come sostituto dell’attività agricola. L’approfondimento dedicato è robot tagliaerba negli impianti agrivoltaici.
Per l’organizzazione pratica degli interventi, vedi anche gestione dell’erba negli impianti fotovoltaici e la checklist di preparazione del campo.
Una procedura corretta prima dell’installazione
Robot Verde propone una sequenza prudente:
- raccolta delle prescrizioni applicabili;
- sopralluogo e mappa delle aree ammesse;
- verifica di ostacoli, cavi, pozzetti e pendenze;
- scelta del robot e controllo dell’uso previsto;
- prova nei punti con segnale e geometria più difficili;
- definizione di orari e procedure di fermo;
- collaudo, consegna delle istruzioni e piano di manutenzione.
Domande frequenti
È obbligatorio sfalciare l’erba?
È necessario gestire la vegetazione quando previsto dal piano di manutenzione o dalle prescrizioni del sito e quando serve a mantenere sicurezza e accessibilità. Frequenza e metodo non sono identici per tutti gli impianti.
Esiste un’altezza massima nazionale?
Non una misura unica applicabile a ogni parco fotovoltaico. Il valore va ricavato dalla documentazione e dal rischio specifico.
Un robot sostituisce gli obblighi antincendio?
No. È uno strumento di manutenzione del verde e non sostituisce le misure antincendio prescritte.
Chi deve approvare l’uso del robot?
La decisione compete al gestore del sito nell’ambito dell’O&M e della sicurezza, con il coinvolgimento dei professionisti responsabili quando necessario.
Fonti ufficiali
- IEC 62446‑2:2020
- D.Lgs. 81/2008 su Normattiva
- Linee guida MASE sugli impianti agrivoltaici
- Decisione di esecuzione (UE) 2023/1586
Per una valutazione tecnica del sistema di taglio, consulta la pagina robot tagliaerba per impianti fotovoltaici oppure contatta Robot Verde.